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CircolO territoriale cittadino montegranaro |
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MONTEGRANARO GIUGNO 2005 ANNO 9° N°13
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L’EDITORIALE a cura di Endrio Ubaldi
“VERSO IL PARTITO UNICO CON FIDUCIA”
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All’indomani della netta sconfitta riportata dalla Casa delle Libertà e dai i partiti della coalizione di centro – destra alle Elezioni Regionali e alle consultazioni amministrative, il confronto ed il dibattito aperto dal Presidente del Consiglio, non può che sortire degli effetti benevoli per l’attuale compagine governativa. Andare subito al voto, sulla scorta emotiva del tracollo elettorale, avrebbe sicuramente penalizzato il centro – destra e avrebbe riportato Prodi al Governo della Nazione. Certamente, se nei prossimi mesi non vi sarà un deciso cambio di rotta da parte dei nostri rappresentanti Istituzionali, l’agonia sarà solamente destinata a prolungarsi, mentre, con alcuni provvedimenti a sostegno delle famiglie e dei giovani, oltre al pieno rispetto d’alcune promesse elettorali del 2001, di cui si parlerà dettagliatamente all’interno del giornalino, la partita per le politiche del 2006 potrebbe rimanere aperta ad ogni risultato. La proposta di Silvio Berlusconi per arrivare ad una maggiore semplificazione del panorama politico e, soprattutto, ad una maggiore unità d’azione all’interno dello schieramento guidato dallo stesso premier, di costituzione di un unico grande partito, va guardata con attenzione e come un’opportunità da cogliere al volo. Da decenni, in Europa, in Nazioni quali: la Gran Bretagna, la Spagna, la Germania, il Portogallo, la Francia e tante altre ancora, si è progressivamente raggiunto il bi-partitismo, con i 2 blocchi storici dei socialisti – progressisti e dei popolari – conservatori, con una notevole semplificazione del quadro politico e maggiore stabilità dei governi. L’obiettivo, dichiarato, della proposta del Cavaliere, è quello di evitare che i partiti più piccoli della coalizione, possano mettere in pericolo la stabilità della maggioranza, condizionando di volta in volta il programma di Governo, creando forti fibrillazioni fra i diversi leaders dei partiti alleati. E’ normale che agli attuali Presidenti e Segretari dei partiti del centro – destra l’idea del partito unico può suscitare delle perplessità, ciò è umanamente comprensibile, al tempo stesso, sono fermamente convinto che il Presidente del Consiglio, quando parla di grossa opportunità per gli attuali cinquantenni già
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impegnati alla guida del Paese, dica una sacrosanta verità. Berlusconi ha già ampiamente dimostrato in ambito aziendale e sportivo, di sapersi sempre circondare di validi e affidabili collaboratori ai quali ha gradualmente fatto prendere la regia con ottimi risultati, cosicché, sarebbe un vero e proprio suicidio, se ciò non avvenisse anche nel suo prossimo futuro politico e governativo. L’attuale premier questo lo sa benissimo, così come lo stesso Fini ne è pienamente consapevole, se è vero, come è vero, che l’attuale Ministro degli Esteri ha un gradimento di circa il 40% del corpo elettorale, ben superiore quindi, a quel 10,5% che attualmente ha Alleanza Nazionale. Altro grosso beneficio che potrà portare l’eventuale partito unico, sarà quello di una maggiore competitività all’interno del nuovo soggetto politico, con la conseguente eliminazione della classe dirigente più mediocre e meno attenta alle esigenze della coalizione, che in questi ultimi anni ha causato una notevole perdita di consensi in ogni partito della C.D.L. Ci si metta al lavoro, quindi, tutti insieme, rinunciando, ognuno, a qualche aspettativa personale più o meno legittima, per il raggiungimento anche in Italia di quel bipolarismo da troppo tempo invocato, ma di fatto non ancora realizzato, il partito unico del centro – destra, a prescindere se si chiamerà o meno “Alleanza per la Libertà”, sarà un’importante opportunità per tutti e ridarrà lo slancio per affrontare con entusiasmo la sfida politica del 2006 e quelle successive.
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La brusca sconfitta elettorale riportata sia in ambito regionale che nazionale dalla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi, deve aprire una seria fase di riflessione nella classe dirigente e anche fra i semplici iscritti e simpatizzanti delle forze politiche della Casa delle Libertà. Un saggio proverbio recita che “non tutti i mali vengono per nuocere”, orbene, se dopo questa cocente sconfitta, la più pesante dal 1994 ad oggi, si saprà aprire, finalmente, un confronto a 360° con gli elettori, individuando le effettive priorità per la Nazione e le persone giuste per ritrovare la fiducia della gente, c’è ancora la possibilità che nel 2006 la maggioranza degli italiani torni a ridare fiducia alla c.d.l. Il Direttivo del Circolo Territoriale Cittadino di A.N. di Montegranaro, nel commentare la “Caporetto” del centro – destra, evidenzia alcune cause già ampiamente denunciate in sede d’incontri cittadini e territoriali, fornendo, al tempo stesso, delle indicazioni per ritornare vincenti. Relativamente al risultato di Montegranaro, sebbene vi è stata una leggera affermazione del candidato dell’Unione Spacca, è da sottolineare come la coalizione d’ispirazione governativa abbia sostanzialmente tenuto, rispetto al dato degli altri comuni della neo – Provincia di Fermo, dove, complessivamente, si è registrato uno scarto di 14 punti percentuali a favore del centro – sinistra. Alla luce di quanto emerso dalle urne, è chiaro che a livello locale vi è stato il forte condizionamento del malcontento nazionale che ha fatto perdere alla coalizione azzurra – tricolore ben 6 Regioni, finendo per essere, di fatto, un voto di protesta soprattutto contro il Governo Berlusconi. Le due cause principali, a nostro avviso, sono da ricercare fondamentalmente, nell’arroganza di alcuni esponenti di spicco della maggioranza di Governo, che troppo spesso vengono incautamente mandati alle trasmissioni televisive e fra la gente, risultando poco credibili e troppo superficiali oltre che rissosi e, nel mancato rispetto di alcuni impegni presi con gli elettori nel 2001, in primis, quello della pensione di 1.000.000 al mese delle vecchie lire. Ebbene, anche se oltre 1.500.000 d’italiani si sono visti aumentare la propria pensione fino ad Euro 516,00 mensili, ve ne sono circa altri 2.000.000, che percepiscono pensioni più basse di tale cifra, ma che non hanno avuto l’aumento solo perché hanno delle rendite e delle proprietà il più delle volte infruttuose. Orbene, nel 2001 si dichiarava ai quattro venti la proposta di £ 1.000.000 per tutti coloro che avevano una pensione più bassa di tale cifra, questo gli interessati lo ricordano bene e, se la c.d.l. non uniformerà le pensioni minime ad Euro 516,00, il prossimo anno sarà difficile |
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mantenere il Governo nazionale. Il continuo braccio di ferro cui la Lega Nord sottopone la maggioranza governativa sui temi fiscali e soprattutto sulla “devolution”, sta indispettendo sempre di più il cittadino medio, che a fronte di problemi seri e concreti, quali quello della diminuzione giornaliera del proprio potere d’acquisto generato dal caro Euro e dal continuo aumento del costo dei carburanti (nonostante i periodici ribassi del costo del greggio), non intravede iniziative serie da parte del Governo a tutela soprattutto delle fasce di reddito medio – basso, che costituiscono la grande maggioranza degli elettori. A.N. deve ritornare ad essere la forza politica nazional – popolare, che a metà degli anni 90 seppe raggiungere l’ottimo risultato del 15,6%, contro l’attuale 10,5% con la perdita di 1/3 del proprio elettorato e con in testa il Vice – Premier Gianfranco Fini, torni a far sentire il proprio peso all’interno della coalizione, difendendo i diritti e gli interessi della Nazione, che troppo spesso non coincidono con quelli degli uomini di Bossi. Torniamo, quindi, a far politica seriamente, cercando di tutelare i nostri imprenditori ed artigiani dall’invasione dei prodotti cinesi, con delle concrete proposte legislative a difesa del Made in Italy, cercando anche di ridurre concretamente la pressione fiscale sulle famiglie, evitando, inoltre, di far rappresentare il nostro amato partito, in sede di momenti elettorali, dalle soubrettes televisive e dai comici che dopo la vittoria della Destra si sono proclamati dalla nostra parte, finendo sempre più spesso per indispettire coloro, che con sempre maggiori difficoltà riescono a malapena ad arrivare alla fine del mese.
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