CircolO territoriale cittadino montegranaro

LA MAGGIORANZA
SILENZIOSA

Inizio questo mio editoriale che si occuperà di temi di politica nazionale, partendo da un’affermazione che il Presidente On. FINI ha più volte ripetuto nel corso del suo intervento ad Ancona dello scorso 13 marzo.

Orbene, come chiaramente raffigurato dall’immagine delle formiche risparmiatrici con la banconota da 1 €, Alleanza Nazionale nonostante sia parte attiva del Governo Berlusconi, ha promosso una forte campagna di sensibilizzazione in difesa della famiglie, sempre più penalizzate dalle speculazioni successive all’introduzione della moneta unica.

Alcune proposte come quelle del: borsino della spesa, dei maggiori sostegni alle famiglie, degli sgravi fiscali per i nuclei familiari, dell’introduzione della banconota da € 1 e di un più efficace sistema d’informazione e controllo, sono più che semplici suggerimenti, rappresentano, altresì, delle proposte forti della Destra agli alleati e a tutti gli italiani, per combattere adeguatamente questo delicatissimo periodo di crisi.

Solamente una oculata gestione del denaro da parte delle famiglie, oltre ad un attento controllo, con sanzioni esemplari per coloro che frodano il mercato ed i risparmiatori, possono ridare la fiducia agli italiani che con sempre più sacrifici cercano d’arrivare alla fine del mese e che rappresentano un numero sempre più crescente.

A.N. dapprima euroscettica sull’adesione alla moneta unica europea, successivamente attenta guardiana contro quella tendenza che da decenni la FIAT ha lanciato, di privatizzare gli utili e di socializzare le perdite con grossi disagi per l’economia e per la bilancia nazionale, che negli ultimi periodi alcune grosse Aziende stanno tentando di emulare, anche nelle ultime vicende delle bancarotte fraudolente a danno dei risparmiatori e dei lavoratori, si conferma sempre più come forza di Governo sensibile e affidabile, al fianco dei più deboli, dei lavoratori e dei creditori. In altri importanti settori della vita pubblica A.N. e l’intera Casa delle Libertà, si stanno dimostrando innovatori ed interpreti delle necessità dei giusti cambiamenti, mentre la Sinistra si dimostra sempre più retrograde e conservatrice, a dispetto di una presunta vocazione “progressista” sbandierata ai quattro venti, ma che oramai non convince più nessuno.

 

Quanto sta avvenendo per la Giustizia e per la Scuola è altamente eloquente, della mancata volontà dell’opposizione, di partecipare al cambiamento ineludibile che la Società richiede a chi governa la Nazione. Nel primo delicatissimo settore, non mettendo assolutamente in discussione l’indipendenza della Magistratura (che sempre più spesso, in ambito penale, è troppo schierata contro l’attuale maggioranza di Governo), la proposta di riforma, con la conseguente separazione delle carriere fra Magistratura inquirente e Magistratura giudicante, sta creando, evidentemente, qualche pensierino di troppo in quegli uomini politici che ancora sostengono la liceità di un uso fortemente politicizzato di una certa Magistratura, che porta, con il vecchio ordinamento, a rendere possibile che coloro che oggi rappresentano l’accusa, un giorno neanche troppo lontano, rappresentino in un grado superiore, la parte giudicante, così come già avvenuto a Milano.

Per concludere con la scuola, si sta assistendo ad un vero e proprio teatrino, con il becero tentativo di demonizzare le scuole private, da parte di una grande fetta della classe docente ancora nostalgica di quel sessantotto, i cui danni li stiamo ancora pagando ad ogni livello, soprattutto nel campo dell’istruzione.

 

 

 

 

 

 

MONTEGRANARO                                                            APRILE 2004                               ANNO 8°  N°12

L’EDITORIALE a cura di Endrio Ubaldi

“IL TEMPO E’ GALANTUOMO”

 

 

 

segue editoriale

 

Orbene, la riforma del Ministro Moratti, è volta a stimolare sempre più l’offerta formativa che si propone ai ragazzi e ai genitori al momento della scelta della scuola, tenendo ben presente del forte mutamento della società in cui si vive e della crescenti difficoltà nell’impatto col mondo del lavoro, con sostanziali mutamenti rispetto a 60 anni fa, al tempo della prima seria riforma scolastica, fatta dall’allora Ministro, mai troppo rimpianto Giovanni Gentile. E’ proprio vero, A.N. e la Casa delle Libertà sono gli unici soggetti riformatori dell’attuale società, mentre i  veri conservatori sono i “girotondini” ed il “triciclo” prodiano.

 

COMUNE E PROVINCIA DUE FACCE

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ALLE PROSSIME ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE PER VOTARE IL CANDIDATO DI A.N. SARA’  SUFFICIENTE BARRARE IL SIMBOLO.

IL NOME E’ GIA’ PRESTAMPATO

ALLA PROVINCIA VOTA A.N.

NORMATIVA E CONTESTAZIONI POSSIBILI PER IL RECUPERO ADDIZIONALE IRPEF

 

LA NORMATIVA

 

Il D.L. 446/97 istituisce l’addizionale regionale Irpef fissandola  a 0,5%;

 

l’art. 1 del D.L. 506/99 porta l’aliquota allo 0,9% e stabilisce che le Regioni possano aumentare fino ad un massimo dello 0,5 l’aliquota stessa (quindi fino a 1,4);

 

lo stesso articolo stabilisce che gli aumenti oltre lo 0,9% vanno pubblicati in G.U. entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello cui l’addizionale si riferisce;

 

l’art.4 co. 3/bis D.L: 347/01 consente esclusivamente per l’anno 2002 aumenti di aliquota superiori allo 0,5% per coprire i disavanzi della sanità (con legge regionale da pubblicare entro il 31 dicembre 2001);

 

l’art.3 comma 1 let.a della L.27/12/02 n. 289 stabilisce gli aumenti delle addizionali IRPEF per l’anno 2003 non confermativi delle aliquote 2002, deliberati successivamente al 29 settembre 2002, sono sospesi fino a quando non si raggiunge l’accordo Stato/Regioni;

 

l’art. 2 co.21 della L.350 del 24/12/2004 conferma anche per il 2004 quanto stabilito al punto precedente;

 

LA POSIZIONE DELLA REGIONE MARCHE

 

Con la legge 35/01 ha deliberato “a decorrere dal 2002” (invece che “per    l’anno 2002”) aumenti della aliquota nel seguente modo:

-  0,9%           fino a euro 10.329,14

-  0,9%           oltre  euro  10.329,14      fino a euro 15.493,71

- 1,91%          oltre euro   15.493,71       fino a euro  30.987,41

-  3,6%           oltre  euro  30.987,41      fino a euro  69.721,68

-  4,0%           oltre   euro  69.721,68

 

Per l’anno 2003 non ha pubblicato in  G.U.confermati gli aumenti apportati per l’anno 2002;

Con Legge 25/03 ha fissato a “decorrere dall’anno 2004” le nuove aliquote in

- 0,9%               fino a euro 15.493,71

- 1,4%               oltre euro 15.493,71  fino a euro 30.987,41

- 3,6%               oltre euro  30.987,41  fino a euro 69.721,68

- 4,0%               oltre euro  69.721,68

apportando una riduzione generalizzata dello 0,5 per lo scaglionamento da euro 15.493,71 fino a euro 30.987,41.

 

IRREGOLARITÀ IPOTIZZABILI

 

1) per l’anno 2003

a) Poiché la norma consentiva solo per l’anno 2002 aumenti oltre la maggiorazione dello 0,5% rispetto allo 0,9%, le aliquote oltre 1,4% sono pertanto illegittime;

b) Non avendo, inoltre la Regione Marche deliberato e pubblicato alcunché per l’anno 2003, intendendo così confermate le aliquote del 2002, di fatto non sembra nemmeno applicabile l’aumento dello 0,5% e, pertanto, l’aliquota applicabile tornerebbe ad essere quella del 2001 e cioè lo 0,9%

2) Per l’anno 2004

Valgono le stesse considerazioni espresse per il 2003, e quindi le aliquote oltre quella dell’1,4% sono illegittime e addirittura si potrebbe sostenere che l’aliquota unica applicabile è quella dello 0,9%, in considerazione dei tempi di assunzione e pubblicazione della delibera relativa.

In base a queste considerazioni sarebbe proponibile, pertanto, un’azione di recupero delle maggiori addizionali pagate.

 

POSSIBILE AZIONE DI RECUPERO

 

1) Per i lavoratori dipendenti e co.co.co.

 

I lavoratori dipendenti ed i soggetti a collaborazione (co.co.co), per i quali il sostituto di imposta ha calcolato nel CUD l’addizionale regionale 2003 fissata dalla regione Marche e sta ora prevedendo all’effettuazione della ritenuta (in rate mensili o in un'unica soluzione), possono chiedere il rimborso con un’apposita istanza da inoltrare alla Regione Marche a all’Agenzia delle Entrate, attivando così la procedura del Contenzioso presso le Commissioni Tributarie competenti.

 

2) Per gli altri redditi

 

In   caso di presentazione di dichiarazione dei redditi, per i redditi non assoggettati all’addizionale da parte del sostituto di imposta ci sono due strade:

a)  Calcolare l’importo dell’addizionale secondo le aliquote fissate dalla Regione, versare l’importo così determinato e richiedere, quindi il rimborso attivando così il contenzioso.

b)  Calcolare l’addizionale in dichiarazione nel modo ritenuto corretto.

      In questo caso l’ufficio procederà al ricalcolo e richiederà l’importo che riterrà dovuto con le sanzioni relative. Con l’atto di richiesta il contribuente attiverà a questo punto il contenzioso.

 

PROCEDURA DEL CONTENZIOSO (NEL CASO 1 E 2A)

 

entro  48 mesi dalla data del versamento: istanza di rimborso (da presentare sia alla Regione che all’Agenzia delle Entrate);

entro 60 giorni dalla notifica del rigetto dell’istanza: impugnazione del provvedimento di rigetto dinanzi alla competente commissione tributaria; oppure trascorsi 90 giorni senza risposta (silenzio rifiuto): il ricorso è 10 anni dal momento in cui le ritenute sono state operate o il versamento è stato eseguito.

 

PER OGNI INFORMAZIONE E PER OTTENERE ASSISTENZA RIVOLGERSI ALLO

 071 2298327

 

DELLA STESSA MEDAGLIA

Il 12 e il 13 giugno 2004 oltre che per il rinnovo del Parlamento Europeo, saremo chiamati a votare per il Comune e per la Provincia. E’ inutile sottolineare l’importanza che assume tale consultazione elettorale, cosicché, Alleanza Nazionale ha già pressoché definito i propri obiettivi ed individuato i candidati. Per il Comune, vi sarà pieno sostegno all’attuale Sindaco Gianni Basso e alla Lista Civica “INSIEME PER MONTEGRANARO”, con le riconferme di Endrio Ubaldi e Mauro Lucentini, che nelle ultime amministrative del 1999 totalizzarono insieme ben 550 preferenze. Alla carica di Consigliere Comunale, il Partito di Fini candiderà altre due figure, oltre ad un indipendente d’area, essi sono: il responsabile cittadino di Azione Giovani, il ventitreenne Roberto Corradini ed, un quarto candidato, per il quale vi è ancora da decidere fra una figura femminile di notevole spessore ed un altro giovane da sempre impegnato attivamente nel Partito, nei prossimi giorni il Coordinatore Comunale Francesco Pischedda comunicherà ufficialmente i nominativi. Nel prossimo numero de “La Maggioranza Silenziosa” forniremo esattamente le indicazioni oltre che dei programmi, anche dei singoli candidati di A.N. per il Consiglio Comunale, accanto ad un’ampia presentazione del candidato Consigliere Provinciale per il Collegio di Montegranaro, l’imprenditore Uliano Damen e dei punti salienti del programma di A.N. e della C.D.L.  Per votare il candidato di Alleanza Nazionale al Consiglio Provinciale, è sufficiente barrare solamente il Simbolo di A.N. accanto al quale compare già scritto il nome del candidato. Vincere alla Provincia di Ascoli Piceno sarebbe importantissimo, per poter avere un legame più stretto Comune – Provincia, che faciliterebbe le tante iniziative comunali volte alla crescità di Montegranaro e del territorio, che attualmente,                 a causa del  diverso colore     politico provinciale, in diverse circostanze ha subito dei rallentamenti e dei       minori finanziamenti.        Un ultimo breve cenno alle vicende   comunali     merita   l’importante    scelta fatta

dall’Amministrazione Comunale, d’iniziare la demolizione parziale dell’ex scuola materna centro, con l’obiettivo di recuperare un’ampio spazio verde di quello che era il vecchio Campo Boario, oltre al fondamentale allargamento dell’incrocio di Via Umbria e ai parcheggi sotterranei, per i quali sarà decisiva la partecipazione dei privati. E’ da evidenziare, come anche in questa circostanza Alleanza Nazionale con le oltre 1000 sottoscrizioni raccolte nella petizione popolare dell’estate scorsa, abbia contribuito propositivamente in una fondamentale scelta, volta ad un decisivo miglioramento per l’amata Montegranaro.  

 

  

Il candidato alle Elezioni Provinciali  ULIANO DAMEN insieme al Presidente FINI dopo il comizio del 13/03/2004 ad Ancona.

a cura della Redazione

 

LAVORI DI DEMOLIZIONE DI UNA PARTE DELL’EX SCUOLA MATERNA, CON IL RECUPERO DI UN AMPIO SPAZIO VERDE E CON L’ALLARGAMENTO DELL’INCROCIO DI VIA UMBRIA

LA REDAZIONE DELLA MAGGIORANZA SILENZIOSA, LA CLASSE DIRIGENTE DEL PARTITO DI FINI ED IL COORDINAMENTO COMUNALE DI ALLEANZA NAZIONALE PORGONO I PIU’  SINCERI AUGURI DI BUONA PASQUA AI LETTORI E A TUTTA LA CITTADINANZA

 

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   “ CHE GUEVARA ED IL SUO FALSO MITO “

 


LA DESTRA E I GIOVANIa cura di Niccolò Venanzi

Scopriamo chi è stato il mito Guevara, il leader comunista cubano da sempre amato da tutte le generazioni. Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928, appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo l’America Latina, conoscendo luoghi e realtà diverse. E’ affetto da asma cronica, ma ciò non gli impedisce di laurearsi in Medicina, in Guatemale viene a conoscenza delle precarie condizioni di fame e miseria delle popolazioni sottoposte al regime di Dittatura Comunista di Jacobo Arbenz.. Gli interessi economici, ma anche il senso di democrazia e libertà, inducono gli Stati Uniti ad inviare un contingente militare per rovesciare il dittatore, inizia da questo momento l’odio smisurato del “Che” verso gli USA. L’incontro avvenuto una notte del 1955 con il giovane avvocato cubano Fidel Castro in esilio in Messico che si preparava a rientrare a Cuba, segna una svolta, i due entrano subito in sintonia, condividendo gli “ideali” ed il culto dei “guerriglieri”, il “Che” sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e ad altri guerriglieri in esilio. Nel 1956 autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno, orbene, senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione. Dopo la fuga del Dittatore Batista, Guevara venne nominato “procuratore” (boia) della prigione della Cabana, la festa della popolazione cubana durerà ben poco, i successori di Batista porteranno molti più morti e repressione, anziché la speranza di una vita migliore.

L’ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi fra i più efferati, secondo alcune stime sarebbero state uccise oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d’armi che rifiutavano di obbedirgli e che si conservavano, al contrario del “Che”, democratici e non violenti. Nel 1960 il “pacifista” Guevara, istituisce un campo di concentramento sulla penisola di Guanaha, dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di “pace e fratellanza”!!! Purtroppo non sarà il solo campo, molti altri ve ne sorgeranno e, addirittura, ve ne sarà uno nella zona di Palos, il Campo Capitolo, per i bambini sotto i 10 anni. Se una persona si era resa colpevole di un reato a sfondo politico veniva arrestato con tutta la famiglia, la maggior parte degli internati veniva lasciata con le sole mutande, le celle non erano mai pulite e gli uomini venivano lasciati a marcire per anni nei propri escrementi, in attesa di fucilazioni o torture indicibili.

Successivamente, a questo falso mito venne conferito l’incarico di Ministro dell’Industria e di Presidente del Banco Nacional, la principale banca cubana, lo stesso Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo “modello sovietico”.

Elogia l’odio per la proprietà privata e per lo “sporco denaro”, ma sceglie di abitare in una grande e lussiosa

casa colonica in un quartiere residenziale a l’Avana. Impone la povertà forzata alla popolazione, mentre lui vive nel lusso più abominevole in cui si possa trovare un comunista. Pratica sport impensabili per l’economia di Cuba, sia allora che oggi, la vita comoda e l’ozio ammorbidiscono il presunto “guerrigliero” Guevara, il quale mette su qualche chilo e passa il suo tempo tra un party e le gare di tiro a volo, non disdegnando la caccia grossa e la pesca d’altura. In omaggio a Lenin chiama il suo primo figlio Vladimir, nel suo testamento, da buon allievo della scuola Leninista – Maoista del terrore scrive: “amo l’odio, bisogna creare odio e intolleranza tra gli uomini, perché questo rende gli uomini freddi, selettivi e li trasforma in una perfetta macchina per uccidere”. Queste parole non vengono da Himmler, il fondatore delle SS germaniche, bensì dall’uomo che da oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza. Guevara si adopera a difendere la guerriglia in giro per il mondo, il suo motto è: “creare due, tre, mille Vietnam”. Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Cabila, un marxista, grande sterminatore di popolazioni civili, mentre nel 1967 lo troviamo in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano, non trovando, però, alcun appoggio da parte della popolazione locale, visto che nessuno si unisce alla sua unità’ di guerriglieri. Isolato e braccato, il “Che”, viene catturato dai miliziani boliviani e giustiziato il 9 ottobre 1967. Di tutto questo orrore non si è mai saputo nulla di ufficiale fino alla grande fuga del popolo cubano nel 1980.