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ONORE |

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VERGOGNA |
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Alfonso Pecoraro Scanio e Vasco Errani durante i funerali di Stato |
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LA VIGNETTA DEL MESE |
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“Figli d’Italia”
GIOVANE DESTRA |
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Volantino informativo di Azione Giovani Circolo Territoriale di Montegranaro “G. Gentile” Viale Gramsci |
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12 NOVEMBRE 2003- 27 APRILE 2006A quasi 3 anni di distanza dal 12 novembre 2003,dove a causa di un attentato persero la vita 19 militari italiani,torniamo a parlare di un altro atroce e vigliacco attentato ai nostri militari a Nassyria. E’ il 27 Aprile mentre 4 autoblindati italiani passano,come di routine, per le vie cittadine, una bomba perforante viene azionata contro di loro.Sono attimi terribili ad avere la peggio sono tre nostri concittadini Nicola Ciardelli Maggiore dell’esercito,Franco Lattanzio e Carlo De Trinzio, entrambi marescialli dei Carabinieri. Dopo l’attentato a rivendicare l’accaduto è subito un gruppo di estremisti islamici seguaci di Saddam.In Italia immediate le parole di sdegno e di dolore espresse da tutti gli italiani verso le famiglie dei caduti, compresi anche la maggior parte dei partiti politici e, per una volta, sembra che tutto il mondo politico pianga i suoi morti, come un Paese civile deve fare.A rovinare tutto però parole vergognose arrivano il 1 Maggio in una delle piazze italiane invase dai “pacifisti” che urlano “10 -100 -1000 Nassyria”,con bandierone rosso,molotov e cappellino di Che Guevara. Così,mentre Bertinotti si reca alla cerimonia dei 3 caduti, i suoi militanti li disonora con slogan e gesti a dir poco criminali.E’ ora di finirla con questi “pacifisti” che insabbiano chi difende la nostra bandiera e muore in difesa della nostra Patria,per favore, non diciamo che sono 4 cretini perché in Italia quando accade qualcosa è sempre colpa di quei 4 cretini. Troppo facile,bisogna invece che i loro referenti politici si prendano le loro responsabilità per far si che non accadda più questi episodi di criminalità.
Venanzi Niccolò
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RAPPORTI PERSONALI E PATRIMONIALI NELLA FAMIGLIA
I rapporti intersoggettivi all’interno del nucleo familiare coinvolgono aspetti personali e patrimoniali. La disciplina giuridica predisposta per entrambi i profili è ispirata ai principi già evidenziati di uguaglianza, pari dignità e solidarietà. Il regime patrimoniale si arricchisce dei principi ispirati alla tutela del contraente debole, ma non vi è dubbio che emergono prospetti uniformi, per la acquisita consapevolezza della necessaria intercomunione tra questi aspetti e delle reciproche interferenze che inevitabilmente esistono nella vita familiare. La comunione di vita non può che essere complessiva, non potendo sussistere un perfetto reciproco rispetto sul piano dei rapporti personali, senza una omologa reciproca comprensione inerente ai profili patrimoniali. Anzi l’intesa su questi ultimi inevitabilmente incide positivamente anche sulle intese personali. La vita familiare è fatta di bisogni ed esigenze anche materiali della comunità in quanto tale e dei singoli componenti che,per essere soddisfatti,impongono una corretta gestione delle risorse patrimoniali ed economiche, strumentali alla serena gestione dei rapporti personali. Né queste valutazioni sono intaccate dalla considerazione della perduta unitarietà della “famiglia” che si va modificando ulteriormente prospettando posizioni di sempre maggiore interferenza nei rapporti personali tra i suoi componenti. Si riscontrano ormai forme di aggregazione familiare diverse da quella tipica, composta da soggetti legati da matrimonio e dalla prole. Si pensi alla famiglia monoparentale,quella in cui i figli sono nati attraverso tecniche di procreazione. La famiglia forse non è più un monosistema,ma diviene una struttura elastica per la cui regolamentazione acquistano necessario rilievo i contesti specifici;ogni comunità familiare si atteggia in modo diverso a seconda della concreta realtà in cui si riferisce;il contenuto dei valori fondamentali di fedeltà, convivenza, collaborazione,contribuzione dei bisogni,non può costituire l’effetto di un giudizio uniforme sui livelli standard riferibili a qualsiasi famiglia. E’ per questo che acquistano sempre maggiore rilevanza le convenzioni per regolare determinati aspetti della vita familiare, che comprendono anche questi valori con ampio spazio all’autonomia negoziale,mentre la regolamentazione del legislatore fissa i principi generali, assume la funzione di dettare limiti all’autonomia e,in via residuale,interviene nelle ipotesi di mancato adempimento spontaneo e contrario.Nel sistema del 1975 è certamente presente la consapevolezza di una nuova fisionomia della famiglia, che è diventata luogo di ricerca dell’accordo e quindi di svolgimento dell’autonomia, per cui è stato recuperato nell’ambito familiare, la categoria dell’autonomia privata largamente discussa e contestata per la regolamentazione dei rapporti personali
Pierini Gianluca |
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TESSERAMENTO 2006
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