Casella di testo: CircolO territoriale cittadino montegranaro

Casella di testo: DELOCALIZZAZIONE? NO GRAZIE
E’ giusto adottare la politica della delocalizzazione per un'azienda italiana?E’giusto trasferire la propria produzione in paesi in via di sviluppo come la Cina o i paesi   asiatici?Sicuramente nell’immediato ci possono essere dei vantaggi legati al basso costo della manodopera e delle materie prime riducendo fortemente il prezzo del prodotto finale potendo entrare con facilità sul mercato internazionale fortemente ristretto e chiuso per via della crisi globale. Bisogna però ricordare che questi facili vantaggi sono dovuti alle numerose norme incivili adottate da questi paesi, soprattutto dalla Cina, dove un regime comunista sfrutta i lavoratori che non hanno nessun diritto sindacabile come l’incapacità di scioperare, niente ferie, sfruttamento del lavoro minorile,lavorando anche ininterrottamente senza nessuna norma igienica,si parla di lavoratori che dormono sul posto di lavoro,senza ricevere nemmeno un resoconto economico. Pensate quanto sono disumani i comunisti,alcuni si arricchiscono senza fare niente, mentre la stragrande maggioranza lavora ininterrottamente e fanno la fame! In più dobbiamo ricordare l’abile dote dei cinesi di copiare un prodotto rendendolo praticamente uguale  attenzione,quindi, per chi produce in Cina, a non incappare su qualche malintenzionato perché dopo con chi protesterete?I cinesi   vogliono imparare crescere, non farci arricchire! Inoltre stiamo vivendo una vera e propria invasione di cinesi nella nostra Terra, basti pensare alla nostra realtà,in primo piano Porto Sant’Elpidio e come possiamo vedere loro non comprano nessun prodotto italiano ma  importano clandestinamente,ogni tipo di bene,poco importa se sono contraffatti o scaduti, rivendendoli nei loro negozi.I nostri rapporti commerciali con la Cina sono a senso unico, importiamo ma non esportiamo, tra tutte le cose che importiamo ci sono soprattutto associazioni criminali che gestiscono prostituzione,ogni tipo di droghe,viveri scaduti e “dulcis in fundo” la famosa mafia cinese.Con la delocalizzazione si rinuncia anche alla qualità del prodotto e non si potrà più brandire il marchio “Made in Italy”; infatti,per legge,lo si può applicare soltanto sui prodotti interamente fabbricati in Italia.Come se non bastasse questa politica va a danneggiare fortemente l’economia italiana,bloccandola.A lungo andare questa politica finisce per danneggiare tutti noi cittadini come stiamo vedendo.
Chi invece tiene viva la nostra economia sono le ditte che hanno fatto la coraggiosa scelta di rimanere e credere nell’Italia attuando la strategia del prodotto di alta qualità,con prezzofinale elevato,riservato ad una clientela ristretta che può ancora spendere.Certo, inizialmente, queste ditte incombono in una crisi dovuta dal blocco dell’economia europea ed occidentale ma qui lo Stato deve difendere le proprie aziende attraverso il controllo del “Made in Italy”,attuando un metodo che dia più flessibilità alle imprese,finanziamenti anche a fondo perduto,applicando dazi,minimo del 50% su tutti i prodotti importati dalla Cina e da altri paesi che possono nuocere alle nostre imprese,c’è la necessità di leggi più chiare e trasparenti,di impedire alle ditte che hanno spostato la loro produzione all’estero di poter tornare a produrre in Italia con facilità,applicando qualche tassa di rientro per esempio per tutelare ed aiutare quelle aziende che hanno sempre scommesso nell’Italia. Un altro aiuto deve arrivare anche dalle associazioni che tutelano ed informano i consumatori bisogna far aprire gli occhi a tutti i cittadini che vengono lucrati; informandoli che le aziende che producono in Cina pagano il prodotto 1\4 rispetto alla produzione fatta in Italia,con guadagni a dismisura sulla pelle degli onesti compratori.In conclusione Azione Giovani e Alleanza Nazionale stanno, da sempre, dalla parte delle ditte che oggi sono in difficoltà per una concorrenza sleale ed anti-nazionale da questi nuovi mercati; bisogna tener duro ed aspettare la ripresa dei mercati che sicuramente arriverà. Noi vi ringraziamo della vostra scelta coraggiosa,perché siete voi,piccole e medie aziende a tirare avanti la nostra economia nazionale.Grazie
Niccolò Venanzi


Casella di testo: DUE PESI, DUE MISURE
Cosa rappresentava per gli italiani degli anni ’40 il saluto fascista? Fra loro, di certo, comunanza d’idee ed appartenenza ad un sentire, che voleva dominare ed affermarsi nel mondo. Il saluto fascista, invece, per chi non condivideva le loro idee ed il loro sentire rappresentava la violenza dell’oppressore, il terrore dell’amministrare, il dominio sulle genti e sulle idee diverse. Cosa rappresentava per parecchi occidentali degli anni ’50 ’60 ‘70’ 80 il saluto comunista? Fra loro, di certo, comunanza ed appartenenza, insieme d’idee ed appartenenza ad un sentire, che voleva dominare ed affermarsi nel mondo. Il  saluto comunista, invece, per chi non condivideva le loro idee, rappresentava la violenza dell’oppressione, il terrore dell’amministrare, il dominio sulle genti e sulle idee diverse. Nel merito non vi è differenza tra il valore del saluto fascista e quello comunista. Una grande differenza investe la temporalità: se quello fascista è scomparso o sta scomparendo, invece quello comunista è presente e vivo.Il saluto comunista lo si vede ancora addirittura nei governi e nei parlamenti europei dove vi sono uomini e donne che si definiscono, si sentono, vogliono proporre il credo comunista.       Il comunismo ha quasi un secolo ed ha seminato il dominio e l’oppressione dovunque si sia manifestato. In Unione Sovietica, in Cina, nel Laos, ma soprattutto nella ex-Jugoslavia  in tutti questi paesi l’idea utopica si è materializzata, portando alla rovina interi popoli. In Unione Sovietica gli oppositori politici morivano da operai nelle fabbriche metalmeccaniche, in Cina ancora oggi se nasci femmina rischi di morire sul lato di una strada, a Cuba si aspetta la morte di un leader che ha portato uomini e donne a diventare profughi, in Laos vieni arrestato se esponi un manifesto. Il comunismo non ha offerto e non offre grandi prove di se. La recente squalifica di  Di Canio per aver fatto il saluto fascista durante una partita mi dà lo spunto per una serie di riflessioni che da tempo desideravo riportare in un articolo. Credo che ogni individuo debba poter decidere della propria vita secondo quelli che sono i suoi principi, assumendosene le responsabilità e le conseguenze. Credo che lo Stato debba mantenere al minimo la sua ingerenza nella vita dei cittadini,l imitandosi a garantire determinati principi e diritti e a tutelare i più deboli e le minoranze. In un Paese veramente democratico si deve permettere a chiunque di manifestare la propria opinione, persino quando essa è estrema e non condivisa dalla maggior parte dei cittadini. Se iniziamo a differenziare tra idee e idee, allora domani potremmo trovarci a vedere ostracizzate anche ideologie molto meno estreme di quelle qui considerate. In fondo, solo pochi secoli fa, essere ateo a Roma, per esempio non era molto diverso che essere fascista oggi in Italia. Accettare eccezioni al principio che stabilisce che ogni individuo ha il diritto di esprimere la propria opinione, ovvero porre dei vincoli alla libertà di espressione, è estremamente rischioso. Quanto crediamo veramente nei valori democratici e liberali che dovrebbero essere alla base della nostra società? Se impedisco a qualcuno di esprimere un’idea che considero estremamente sbagliata, dannosa, inaccettabile, allora forse è perché ho paura che tale idea possa prendere piede, possa fare proseliti. Ma se è così,quanto sono realmente convinto della superiorità dei miei principi? Fintanto che le cose rimangono sul piano del confronto ideologico, impedire ad un altro di affermare la propria opinione vuol dire in un certo senso umiliare la nostra, considerarla non sufficientemente forte, valida, da poter resistere il confronto. In definitiva, più consideriamo sbagliata un’ideologia e più dobbiamo avere il coraggio di confrontarsi con essa. Proibirla è inoltre il modo migliore per renderla interessante, per farla diventare terreno di conquista di chiunque non si riconosca nel nostro modo di pensare. Una legge può obbligare qualcuno ad adottare un certo comportamento, non a ritenerlo giusto. Se vogliamo che i principi democratici e liberali abbiano il primato sugli estremismi e gli assolutismi, allora non possiamo imporli, ma dobbiamo far sì che tutti li comprendano e li facciano propri come libera scelta. E sa qualcuno la pensa diversamente,che lo dica, apertamente, purché con quel minimo di correttezza ed educazione che deve contraddistinguere qualsiasi confronto ideologico. Concludo dicendo che se Lucarelli avesse fatto il saluto comunista non sarebbe successo niente, mentre ora che l’ha fatto Di Canio viene accusato come un criminale!!!     Per chi pensa che i fascisti siano degli sterminatori allora si andassero a rivedere quello che ha fatto Stalin in Russia e quanti campi di sterminio ci sono stati, i quali, però, non vengono presi in considerazione soltanto per infangare la verità.
Gianluca Pierini

 

“Figli d’Italia”

 

GIOVANE DESTRA

Volantino informativo di Azione Giovani Circolo Territoriale di Montegranaro “G. Gentile”  Viale Gramsci