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COMUNICATO |
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CircolO territoriale cittadino montegranaro |
Titolo:MENO PRESUNZIONE E PIU’ CONTENUTI PER RILANCIARE LA CASA DELLE LIBERTA’. |
Data: 14/04/2005 |
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La brusca sconfitta elettorale riportata sia in ambito regionale che nazionale dalla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi, deve aprire una seria fase di riflessione nella classe dirigente e anche fra i semplici iscritti e simpatizzanti delle forze politiche della Casa delle Libertà. Un saggio proverbio recita che “non tutti i mali vengono per nuocere”, orbene, se dopo questa cocente sconfitta, la più pesante dal 1994 ad oggi, si saprà aprire, finalmente, un confronto a 360° con gli elettori, individuando le effettive priorità per la Nazione e le persone giuste per ritrovare la fiducia della gente, c’è ancora la possibilità che nel 2006 la maggioranza degli italiani torni a ridare fiducia alla c.d.l. Il Presidente del Circolo Territoriale Cittadino di A.N. di Montegranaro Endrio Ubaldi, unitamente al Direttivo, nel commentare la “Caporetto” del centro – destra, individuano alcune cause già ampiamente denunciate in sede d’incontri cittadini e territoriali, fornendo, al tempo stesso, delle indicazioni per ritornare vincenti. Relativamente al risultato di Montegranaro, sebbene vi è stata una leggera affermazione del candidato dell’Unione Spacca, è da evidenziare come la coalizione d’ispirazione governativa abbia sostanzialmente tenuto, rispetto al dato degli altri comuni della neo – Provincia di Fermo, dove complessivamente si è registrato uno scarto di 14 punti percentuali a favore del centro – sinistra. Alla luce di quanto emerso dalle urne, è chiaro che a livello locale vi è stato il forte condizionamento del malcontento nazionale che ha fatto perdere alla coalizione azzurra – tricolore ben 6 Regioni, finendo per essere, di fatto, un voto di protesta soprattutto contro il Governo Berlusconi. Le due cause principali a nostro avviso, sono da ricercare fondamentalmente, nell’arroganza di alcuni esponenti di spicco della maggioranza di Governo, che troppo spesso vengono incautamente mandati alle trasmissioni televisive e fra la gente, risultando poco credibili e troppo superficiali oltre che rissosi e, nel mancato rispetto di alcuni impegni presi con gli elettori nel 2001, in primis, quello della pensione di 1.000.000 al mese delle vecchie lire. Ebbene, anche se oltre 1.500.000 d’italiani si sono visti aumentare la propria pensione fino ad Euro 516,00 mensili, ve ne sono circa altri 2.000.000, che percepiscono pensioni più basse di tale cifra, ma che non hanno avuto l’aumento solo perché hanno delle rendite e delle proprietà il più delle volte infruttuose, orbene, nel 2001 si dichiarava ai quattro venti la proposta di £ 1.000.000 per tutti coloro che avevano una pensione più bassa di tale cifra, questo gli interessati lo ricordano bene e, se la c.d.l. non uniformerà le pensioni minime ad Euro 516,00, il prossimo anno sarà difficile mantenere il Governo nazionale. Il continuo braccio di ferro cui la Lega Nord sottopone la maggioranza governativa sui temi fiscali e soprattutto sulla “devolution”, sta indispettendo sempre di più il cittadino medio, che a fronte di problemi seri e concreti, quali quello della diminuzione giornaliera del proprio potere d’acquisto generato dal caro Euro e del continuo aumento del costo dei carburanti (nonostante i periodici ribassi del costo del greggio), non intravede iniziative serie da parte del Governo a tutela soprattutto delle fasce di reddito medio – basso, che costituiscono la grande maggioranza degli elettori. A.N. deve ritornare ad essere la forza politica nazional – popolare, che a metà degli anni 90 seppe raggiungere l’ottimo risultato del 15,6%, contro l’attuale 10,7% con la perdita di 1/3 del proprio elettorato e con in testa il Vice – Premier Gianfranco Fini, torni a far sentire il proprio peso all’interno della coalizione, difendendo i diritti e gli interessi della Nazione, che troppo spesso non coincidono con quelli degli uomini di Bossi. Torniamo, quindi, a far politica seriamente, cercando di tutelare i nostri imprenditori ed artigiani dall’invasione dei prodotti cinesi, con delle concrete proposte legislative a difesa del Made in Italy, cercando anche di ridurre concretamente la pressione fiscale sulle famiglie, evitando, inoltre, di far rappresentare il nostro amato partito, in sede di momenti elettorali, dalle soubrettes televisive e dai comici che dopo la vittoria della Destra si sono proclamati dalla nostra parte, finendo sempre più spesso per indispettire coloro, che con sempre maggiori difficoltà riescono a malapena ad arrivare alla fine del mese.
Il Presidente (Endrio Ubaldi) |